La razza Frisona

In Italia vengono allevate razze autoctone, razze importate e derivati dall’incrocio di bovini locali con altri importati. Ad esempio, l’incrocio Simmenthal x Rossa friulana. Una sistematica inerzia aveva impedito una fase evolutiva delle nostre razze. La Modenese e la Reggiana, che fornivano latte qualitativamente molto pregiato per la produzione del Parmigiano Reggiano, sono state sostituite dalla Bruna. Successivamente la Razza Frisona, in quanto  razza a maggiore specializzazione per il latte, ha avuto la meglio.

La Frisona è una razza bovina le cui origini risalgono al 1200-1300, originaria del Nord dell’Olanda. Col passare del tempo si è iniziato a capire che da questo animale si poteva ottenere una razza con spiccate attitudini lattifere. Viene oggi definita “razza cosmopolita” perché è diffusa in tutto il mondo.

Nella seconda metà 1800 iniziò la diffusione della Razza Frisona in tutti i paesi del mondo. Ognuno di questi intraprese la propria selezione. Inizialmente, in Europa, la razza si presentava a duplice attitudine: 50% con orientamento produttivo latte e 50% carne. Le tipologie assunsero nomi diversi in base allo stato in cui furono selezionate (Frisona Italiana, Frisona Tedesca, Frisona Olandese, Frisona Francese, Frisona Danese e Frisona Britannica).

Negli USA, invece, la selezione si basò esclusivamente sulla produzione di latte. Per questo motivo i bovini assunsero forme più spigolose, e fu denominata razza Holstein Friesian in America e Canadien Holstein Friesian in Canada. Oggi i ceppi Europei non si presentano più a duplice attitudine, ma hanno assunto anch’essi la caratteristica tipica di una razza specializzata da latte. Questo in quanto sono stati incrociati con i ceppi Holstein Friesian e Canadien Holstein Friesian. Dal regolamento del Libro Genealogico della Razza Frisona Italiana approvato con D.M. del 15/01/1981 riportiamo di seguito le principali norme tecniche.

1) FINALITÀ DELLA SELEZIONE:

La selezione dei bovini della razza Frisona Italiana ha lo scopo di produrre soggetti precoci per sviluppo e produttività. Essi posseggono buona mole, costituzione forte, conformazione corretta, sono fecondi, longevi, nevrili, di forte potere digestivo e respiratorio. Dimostrano spiccata attitudine a elevata produzione di latte e buon titolo di grassi e di proteine, senza escludere l’attitudine a una produzione quantitativa di carne.

Le caratteristiche morfologiche dei tori e delle vacche sono analoghe con ovvio riguardo alla mascolinità.

2) CARATTERI MORFOLOGICI:

La valutazione morfologica viene espressa per tutte le femmine che abbiano partorito e per i maschi di oltre 18 mesi di età con qualifiche e punti. La scelta dei soggetti da avviare alla produzione si deve basare su caratteristiche morfologiche che permettono di sfruttare al massimo il potenziale genetico individuale. Un aspetto, questo, codificato in dettaglio dagli standard di razza. La Frisona è una razza con mantello pezzato nero o pezzato rosso (carattere che deriva da un gene recessivo).

La consistenza della pezzatura può variare dal totalmente bianco, al totalmente nero o leopardato (carattere del ceppo Canadese). Le vacche hanno un altezza al garrese che può variare da 130 cm a 150 cm e raggiungono pesi di 550 kg fino a 800 kg. I tori invece hanno un altezza compresa tra i 138 cm e i 155 cm e un peso 900 kg 1100 kg. Le produzioni di latte della vacca Frisona sono molto alte. In un periodo di lattazione di 305 giorni riesce a produrre 9.200 kg di latte con un tenore in grasso e proteico del 3.3%. I vitelli alla nascita pesano circa 30/45 kg. La loro resa alla macellazione è circa del 55-60% se vengono macellati come vitelli da latte, o del 58-60% , se vengono macellati come vitelloni. L’associazione che in Italia si occupa della gestione del Libro Genealogico della Frisona Italiana è l’ANAFI.

Testa:

Leggera, relativamente lunga con profilo rettilineo e leggermente camuso, occhi grandi ( sintomo di ipertiroidismo ) , narici ampie;

Collo:

Lungo, forte, ricco di pliche cutanee, ma con giogaia poco sviluppata;

Tronco:

Di fianco ha forma trapezoidale ed è valutato in sotto-regioni:

  • GARRESE: pronunciato, Serrato forte ma affilato, con le spalle ben aderenti al tronco, petto forte e ampio;
  • LINEA DORSALE: orizzontale il rettilinea, lombi ampi e forti, evidenti i processi spinosi e trasversali;
  • TORACE: profondo il lungo ( forgiato a botte);
  • GROPPA: lunga e larga, con leggera inclinazione antera-posteriore (10 e 15 gradi), spina sacrale evidente , corretto attacco della coda;
  • MAMMELLA: costituita da tessuto spugnoso ed elastico alla palpazione; pelle sottile con evidenza delle vene mammarie superficiali e di quelle addominali prominenti e tortuose, segno di una forte irrorazione. Il piano inferiore della mammella deve essere orizzontale e superiore alla linea del garretto. La mammella, che è formata da 4 parti, si divide in mammella anteriore e posteriore. che hanno uno sviluppo / produzione equilibrato ( ideale 50-50 accettabile 40-60),
  • CAPEZZOLI: di giuste dimensioni (2,5 cm , lunghezza 5-6 cm) cilindrici e arrotondati e con sfintere ben funzionante,
  • ARTI: forti e ben diritti, di struttura scheletrica fine.